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Umania intervista Francesco Gallucci esperto di emoziotional marketing e titolare di 1to1lab.
1) Dottor Gallucci si fa un gran parlare dell'emotional marketing, ci può spiegare che cos'è? Il marketing emozionale è una nuova finestra che si apre sulla mente del consumatore, che ha alla base un modello che unisce il marketing a molte discipline, tra le principali le neuroscienze.
Il presupposto, che implica un cambio di paradigma, si basa su una delle ultime scoperte neuroscientifiche, cioè che il 95% delle decisioni viene preso in maniera inconscia, mentre solo il 5% (quello che emerge dal dichiarato) è elaborato razionalmente. Per questo il team di 1to1lab ha elaborato un modello di ricerca, chiamato C.E.M.S. (Emotional and Cognitive Measurement System), che affianca a modelli teorici, delle tecnologie di tipo non verbale, in particolare biofeedback e eyetracking. Grazie a questo modello si riesce ad individuare quali sono i bisogni non espressi dei consumatori, con possibili applicazioni a tutte le aree del marketing (dal retail alla pubblicità multicanale, dal packaging al design innovativo ecc…)
2) Come crede che questa particolare tecnica possa essere associata al design innovativo? Certamente, nel design innovativo, la ricerca emozionale è un punto molto importante, sia nella prima fase di indagine che nella conseguente progettazione. E’ molto importante valutare quali sono i bisogni e le esigenze dei consumatori, soprattutto quelli inconsci. Questo perché molto spesso le persone non riescono verbalmente a dare delle indicazioni riguardo al gradimento di una forma, oppure alla sua usabilità, oppure alle loro esigenze, poiché essi stessi non lo sanno. E’ il design, e anche Umania opera veramente in questa direzione, che quindi deve indagare sui loro bisogni latenti e proporre le soluzioni più adeguate, fruibili, semplici e usabili, ma che siano allo stesso tempo gradevoli e accattivanti e vadano a soddisfare anche gli aspetti prettamente emozionali legati all’estetica e al gusto.
3) Crede che possa essere una buona leva per un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo? Come? Sicuramente i periodi di crisi, come anche il passato mette in luce, sono quelli in cui l’innovazione riesce in qualche modo a farsi spazio perché vista come un importante motore di cambiamento, che può aiutare ad affrontare dei processi strutturali e importanti che porteranno a nuovi equilibri nei mercati e nella società. Il marketing emozionale e la ricerca non verbale stanno proponendo un cambio di paradigma che potrebbe aiutare finalmente a capire la sfera emozionale e inespressa dei consumatori o utenti, sulla quale tutti i ricercatori, gli uomini di marketing, i designer ecc..stanno da tempo indagando ma senza avere delle risposte esaurienti e complete.
4) Il 2009 è stato definito l'anno europeo della creatività e dell'innovazione, si sente in qualche modo portavoce anche lei di questa tensione alla ricerca? Perché? In realtà sono già diversi anni che io ed il mio team, perseguiamo la via dell’innovazione. La svolta della società, prima concettuale, poi operativa, è avvenuta nel 2004 quando il primo fondamentale obiettivo è diventato quello di studiare l’impatto delle emozioni sui comportamenti. Per fare questo abbiamo investito molto tempo nella ricerca di tecnologie di misurazione e nello sviluppo di nuove metodologie di studio ricorrendo a discipline apparentemente distanti dal mondo del marketing come le neuroscienze, il design, l’intelligenza artificiale, l’ergonomia cognitiva, ma anche riscoprendo il contributo di altre discipline da sempre fortemente integrate con esso quali la psicologia, l’antropologia culturale o la semiotica. Quella di 1to1lab è quindi un’identità a metà strada tra il mondo della ricerca pura e quella applicata, che risponde ad un forte bisogno di nuove conoscenze e soprattutto di cambiamento, e che ha trovato in Umania un interlocutore che condivide il lavoro inteso come costante ricerca applicata.
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